L’umidità nei massetti

Le condizioni del massetto prima della posa in opera del Parquet

Il legno è un materiale in continuo equilibrio con le mutevoli condizioni dell’ambiente che lo circonda, in quanto il suo quantitativo di acqua, e quindi le sue dimensioni, variano in funzione dell’umidità relativa e della temperatura ambientale, e in maniera decisiva, dell’umidità del supporto dove viene installato.

Il massetto, o caldana, è un elemento costruttivo di spessore variabile, previsto al fine di raggiungere le quote di progetto e fornire un piano di posa idoneo al tipo di pavimentazione previsto.
Il massetto è solitamente realizzato mediante l’utilizzo di malte confezionate con leganti cementizi o a base di anidride; a seconda che venga posato in aderenza ad un sottofondo portante (ad esempio solaio in c.a.), su uno strato di desolidarizzazione (ad esempio una barriera al vapore) o su uno strato di isolamento termico e/o acustico, viene denominato rispettivamente “aderente”, “desolarizzato” o “galleggiante”. Lo stesso può incorporare un sistema di riscaldamento/raffrescamento a pavimento e, in tal caso, viene definito “radiante”.

Per essere idoneo alla posa di un pavimento in parquet, il massetto deve avere queste caratteristiche:

  • di spessore adeguato
  • resistente meccanicamente
  • compatto
  • stagionato e dimensionalmente stabile
  • privo di fessurazioni 
  • planare
  • liscio
  • pulito
  • asciutto

L’umidità residua del massetto deve essere verificata, soprattutto nel caso di posa di pavimenti in parquet, con strumenti idonei: i metodi di controllo del contenuto di umidità in un massetto, previsti dalla norma UNI 10329, sono:

  • metodo elettrico o capacitativo
  • metodo per reazione chimica (igrometro a carburo)
  • metodo per pesata

L’igrometro a carburo consente di determinare direttamente per reazione chimica il contenuto di umidità presente nel massetto, indipendentemente  dalla composizione.

L’igrometro a carburo è quindi lo strumento più accurato in assoluto, ed è per questo che noi preferiamo e utilizziamo per le nostre misurazioni.
Questo strumento converte la pressione sviluppata dell’acetilene derivante dalla reazione chimica del carburo di calcio con l’acqua sotto forma di umidità, contenuta nel campione del massetto di peso stabilito quantificandola in % in modo più che attendibile.

La percentuale di umidità non deve essere superiore a quella prevista dalla norma di riferimento, perciò su uno strato ripartitore di carico cementizio l’umidità presente deve essere del 2% massimo.

Nel caso di pavimenti cementizi con incorporato l’impianto di riscaldamento l’umidità massima ammessa è del 1,7%.

Per i massetti a base di solfato di calcio (anidride) l’umidità massima ammessa è dello 0,5%, qualora ci fosse inserito all’interno un impianto di riscaldamento, l’umidità massima ammessa è dello 0,2%.
L’impresa costruttrice del massetto, che opera in conformità al progetto o alle specifiche di settore, al termine della realizzazione del massetto deve rilasciare una dichiarazione di conformità dell’opera nella quale sono indicati i materiali usati, gli spessori e le eventuali particolarità.

Da queste considerazioni risulta ovvio come è importante garantire queste condizioni in fase di installazione del pavimento in legno:

Essendo un materiale igroscopico, un parquet in legno subisce variazioni nel contenuto d’acqua intrinseco a seguito ad esempio della presenza di umidità di risalita dal massetto. Se L’umidità di risalita è importante e rapida, si avrà un fenomeno tale in cui lo scambio tra massetto e pavimento in legno sarà maggiore dello scambio pavimento-ambiente: in questo caso il pavimento assorbirà un volume d’acqua non conforme alle caratteristiche e quindi si potrà assistere a fenomeni come lo “scodellamento” delle plance, spinte incontrollate e distacco dal sottofondo.

Per approfondire l'aspetto con massetto riscaldante, leggere questo articolo

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